Tacchetti, spina di pesce o herringbone? La scarpa giusta per ogni campo (e per ogni portafoglio)
Photo: Asturio Cantabrio, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
C'è chi spende 200 euro in una racchetta e poi scende in campo con scarpe da running. Capibile, ma controproducente: la scarpa da corsa è pensata per andare dritta, non per gli scatti laterali, le fermate brusche e i cambi di direzione che definiscono calcetto, padel e pallavolo. La suola giusta, invece, è l'upgrade più economico e più efficace che puoi fare.
Calcetto: tacchetti o suola liscia?
Dipende tutto dal campo. Sui campi in erba sintetica di ultima generazione, quelli con filo lungo e riempimento di gomma, servono i tacchetti bassi (tipo turf o campanula): garantiscono trazione nelle accelerazioni senza incastrarsi. Sui campi vecchi, con erba corta e logora, meglio una suola liscia o a tacchetti minimi: più superficie di contatto, meno rischio di blocchi pericolosi per il ginocchio.
Per i campi all'aperto, verifica sempre lo stato del fondo prima di scegliere: se vedi cemento che affiora, i tacchetti metallici sono da evitare assolutamente.
Padel: la spina di pesce è regina
Il padel si gioca su superfici artificiali (cement, erba sintetica, resina) e la scarpa da padel ha una firma precisa: la suola a spina di pesce (herringbone), un disegno a zig-zag che permette di scivolare in modo controllato quando vai a muro o su palle lunghe, senza agganciarsi. Le scarpe generiche da tennis, pensate per il cemento, tendono a "mordere" troppo: rischio caviglia e ginocchio.
Aggiungi la protezione laterale rinforzata — fondamentale per chi vive a muro — e una buona ammortizzazione sul tallone, dato che il padel è fatto di salti e ripartenze continue.
Pallavolo: aderenza e atterraggi
In palestra il parquet è re, e la regola è semplice: serve una suola gommata, chiara o colorata, antiscivolo, con ottima ammortizzazione per gli atterraggi dopo il muro e i blocchi. Le scarpe da pallavolo hanno anche una suola leggermente flessibile in punta, per stare sulle punte durante i trasferimenti. Se giochi solo una volta al mese, una buona scarpa da ginnastica indoor con suola non marcante può bastare; se giochi in serie C dilettantistica, investire ha senso.
Quanto spendere (davvero)
- Sotto i 60 euro: modelli delle stagioni passate di marchi importanti. Stessa tecnologia, sconto del 40-50%. Il trucco migliore del settore.
- Tra i 60 e i 110 euro: la fascia dolce per il giocatore del weekend. Trovi ammortizzazione decente, suole specifiche e durata di una-due stagioni.
- Oltre i 110 euro: ha senso solo se giochi più di due volte a settimana o hai problematiche specifiche (pronazione, tendiniti ricorrenti).
Il consiglio finale
Prima di comprare, pensa a dove giochi davvero. Se alterni padel al coperto e calcetto all'aperto, una scarpa polivalente a spina di pesce con tomaia resistente può coprire l'80% dei casi. E ricorda: la scarpa va sostituita quando la suola è liscia o l'ammortizzato non risponde più, non quando si rompe. Nel gioco di palla, la prevenzione passa anche da lì.